21 ottobre 2020
Aggiornato 23:30
Fvg

Chiusura del macello Larice: la preoccupazione degli allevatori

Il rischio è che ora ci si debba rivolgere fuori regione. Ma c'è una possibilità a San Daniele grazie alle Comunità Collinare

AMARO - La chiusura del macello Larice rappresenta l’ennesima tegola sulla testa della zootecnia regionale che avrà a disposizione un sito in meno nel quale macellare i propri animali e sta già guardando oltre regione. Lancia l’allarme il presidente dell’associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia chiedendo l’attivazione di un tavolo con associazioni e politica per trovare una soluzione al problema. Ma uno spiraglio, per la macellazione, potrebbe arrivare da San Daniele.

LA PREOCCUPAZIONE DEGLI ALLEVATORI - «Oltre a quello del personale che rimane a casa dal lavoro ne esiste infatti un altro, non meno importante, che riguarda gli allevatori della Carnia: aziende che fino a qualche giorno fa avevano un riferimento sicuro nel macello Larice e che oggi si ritrovano senza un punto di riferimento. La struttura - spiega il presidente Livoni - macellava maiali ma li lavorava anche, ottenendo ottimi insaccati commercializzati anche nella Gdo. Non solo maiali, ma anche altre specie (bovini, ovicaprini) e d’urgenza i capi che per motivi di benessere animale andassero soppressi tempestivamente»
Attualmente in regione le strutture di macellazione si sono dunque ulteriormente ridotte. Dopo il macello Uanetto e il macello di Aviano, ora tocca a Larice abbassare le serrande. Ridotte le strutture al lumicino, gli allevatori si vedranno sempre più costretti a uscire dalla regione per macellare i propri capi. Con tutte le conseguenze del caso. Per evitarle l’associazione allevatori lancia un appello ad istituzioni e associazioni di categoria. «Se ci fosse la volontà politica si potrebbe ancora rimediare a questa situazione o per lo meno tentare di rimediarla mettendo attorno a un tavolo le organizzazioni di categoria, la nostra stessa associazione e altri soggetti che possono raccogliere questa sfida, noi da soli - conclude Livoni - non abbiamo la forza economica per investire in tale struttura ma in partnership con altri siamo pronti a dare il nostro contributo».

UN’ALTERNATIVA ARRIVA DA SAN DANIELE - Una soluzione tampone può giungere da San Daniele, per lo meno per soddisfare le esigenze degli allevatori dell’Alto Friuli. Infatti, grazie a una lungimirante operazione della Comunità Collinare, affiancata da Agrifood Fvg – l’Agenzia del Cluster agroalimentare e di bioeconomia - è stato mantenuto attivo il macello di San Daniele che proprio in questi giorni sta per rientrare in attività dopo l'iter di autorizzazione da parte dei servizi sanitari regionali in seguito alla sua ristrutturazione.
L'Agrifood Fvg sta supportando i funzionari della Comunità nella risoluzione degli ultimi interventi per giungere alla massima operatività e per ipotizzarne sviluppi futuri che ne consentano la redditività. «Il macello anche se dalla capacità limitata ma dall'operatività pubblica – commenta il presidente Claudio Filipuzzi - potrà nei prossimi giorni essere un supporto notevole a favore delle filiere locali sino a quando non si troveranno soluzioni alternative. Aver mantenuto aperta questa struttura è stato segno di lungimiranza e rispetto per il territorio, per le piccole imprese e per i prodotti della tradizione».