19 settembre 2019
Aggiornato 00:30
Udine

Presepe imbrattato: il sindaco accusa il mondo Lgbt che, sdegnato, respinge le insinuazioni

Arcigay Friuli, Lune-Alfi e l'Associazione Universitaria Iris: "Il primo cittadino vuole renderci un bersaglio per l'opinione pubblica"
Presepe imbrattato: il sindaco accusa il mondo Lgbt che, sdegnato, respinge le accuse
Presepe imbrattato: il sindaco accusa il mondo Lgbt che, sdegnato, respinge le accuse Diario di Udine

UDINE – L’imbrattamento del Presepe di piazzetta del Pozzo, a Udine, continua a provocare polemiche. Alle parole del sindaco Pietro Fontanini raccolte dall’Ansa (il primo cittadino punta il dito contro il mondo anarchico o Lgbt) rispondono i referenti delle associazioni che in città tutelano i diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender, respingendo, indignati, ogni allusione. 

Le parole di Fontanini      

«È un atto di blasfemia contro la religione cattolica che ci preoccupa. È la seconda volta in poco tempo che il presepio di piazzetta del Pozzo, in pieno centro, è oggetto di un attacco con frasi ingiuriose». Questa la posizione espressa dal primo cittadino, che ha anche cercato di dare un volto ai responsabili del gesto: potrebbe trattarsi «di gruppi che fanno riferimento al mondo anarchico o Lgbt che hanno preso di mira questo presepio per la vicenda della panchina». «Penso - dice Fontanini all'Ansa - si tratti delle stesse persone che, subito dopo l'allestimento del presepio, si erano mobilitate in un sit in di protesta con in mano dei cartelli con su scritte ingiuriose nei confronti della religione per protestare contro la rimozione di una panchina che era stata eliminata per fare spazio all'allestimento». In quella occasione, rende noto Fontanini, «quelle persone erano state fotografate dalla Digos. Forse ora ci sarà la possibilità di individuare più facilmente gli autori di questo atto vandalico». 

La reazione del mondo Lgbt

Arcigay Friuli, Lune-Alfi e l'Associazione Universitaria Iris si dicono «indignate per le accuse gratuite e infondate del sindaco; egli non chiarisce in base a quali elementi ci muove questa gravissima accusa e noi non riusciamo a capire in che modo un atto simile, cui è inutile dichiarare la nostra estraneità, avrebbe dovuto giovare alle nostre istanze». Così si legge in una nota firmata dai presidente delle tre associazioni, Nacho Quintana Vergara, Angela Cattaneo e Yuuki Gaudiuso.
«Nondimeno - aggiungono – ci stupisce che un amministratore si arroghi le funzioni della Polizia e della Questura nell'indicare dei responsabili. Sarebbe molto meglio se fossero gli organi preposti ad occuparsi delle indagini e a individuare sospettati. Accusare pubblicamente, diffamando e calunniando, con tale leggerezza non è affatto un comportamento consono a chi ricopre ruoli istituzionali, specialmente a un sindaco: così facendo, Fontanini svela palesemente la sua volontà di renderci un bersaglio per l'opinione pubblica. Il clima di tensione che si respira è diretta conseguenza delle politiche di odio e repressione di cui la giunta comunale si è fatta portavoce: si prenda ora le proprie responsabilità – concludono – invece di creare capri espiatori su cui scaricare le proprie colpe».